Si è svolta l’iniziativa regionale per il lavoro promossa dalla Cgil. La disoccupazione femminile in Sicilia è al 47%

ENNA (ITALPRESS) – «Reddito medio pro capite inferiore del 35% rispetto alla media italiana; tasso di disoccupazione al 13,3% contro il 7,6% nazionale: sono alcuni dati che illustrano la gravità della situazione in Sicilia. E il 20% degli «scoraggiati» italiani si trova nell’isola. E questa situazione si aggrava nelle zone interne». Lo rende noto la Cgil, spiegando in particolare che ad Enna, dove si è svolta la marcia regionale per il lavoro promossa dal sindacato, il tasso di disoccupazione delle giovani donne raggiunge il 47,5% e il valore aggiunto è appena lo 0,1% del Pil nazionale. «Chiediamo – ha detto Mariella Maggio, segretaria generale della Cgil Sicilia – che i nostri giovani non siano costretti ad andare via dalla Sicilia».

Richiamati nel comizio della sindacalista «i conti in rosso della regione, che certo non aiutano, così come non aiuta il bilancio provvisorio, se ragioniamo – ha sottolineato – nell’ottica degli investimenti indispensabili per creare occupazione». Maggio ha auspicato che «la legge sulla semplificazione amministrativa diventi subito operativa, per contribuire ad attrarre investimenti e per garantire la legalità nell’amministrazione». La Cgil chiede al governo Berlusconi “un fisco più giusto e più leggero per i lavoratori e i pensionati, la lotta all’evasione, investimenti in infrastrutture, per l’apparato produttivo e per la conoscenza e il diritto allo studio, ammortizzatori sociali estesi anche ai precari, incentivi pure per l’occupazione femminile».

E per creare lavoro sollecita il governo Lombardo a «essere conseguente rispetto alle posizioni espresse sul nucleare – ha sostenuto la Maggio – investendo sulle fonti rinnovabili, settore con grandi potenzialità anche occupazionali». Il lavoro, per la Cgil, può essere creato, inoltre, «attraverso un piano per la messa in sicurezza del territorio , con piani per il rilancio dell’apparato industriale e delle infrastrutture, e come occupazione collegata alle politiche sociali». «Noi – ha affermato la sindacalista – puntiamo a condizioni migliori delle attuali per la Sicilia. Migliori sotto il profilo dello sviluppo sostenibile, del lavoro e della legalità. Da Enna parte anche un forte appello a mettere in atto tutte le iniziative possibili a tutti i livelli per il ripristino della pace nel bacino del Mediterraneo. Anche un forte appello a mettere in atto tutte le iniziative possibili a tutti i livelli per il ripristino della pace nel bacino del Mediterraneo».

tratto da il corriere del mezzogiorno

02 aprile 2011

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